Nola - Anfiteatro

L'anfiteatro situato a nord-ovest di Nola, risale alla metà del I secolo a.C. L'edificio ha subito almeno due ristrutturazioni.
Nel corso del I secolo d.C. furono restaurati: una parte delle strutture in opera reticolata, il pavimento e la volta del corridoio principale e forse fu modificata anche l'altezza del parapetto dell'arena e della cavea.
Una seconda ristrutturazione tra il II ed il III secolo d.C. ha riguardato il rifacimento di parte del muro perimetrale, la pavimentazione in lastre di calcare del corridoio posto sull'asse maggiore.
L'edificio fu abbandonato prima dell'eruzione di Pollena (fine del V- inizi VI secolo d.C.) e fu utilizzato come cava di materiale da costruzione, infatti, furono asportate quasi tutte le gradinate e gran parte della decorazione di marmo.
Dal XVI secolo la struttura, nota come "anfiteatro laterizio".
Nel 95 d.C., per ordine del prefetto Marciano, il vescovo Felice di Nola, condannato alla damnatio ad bestias per aver professato la fede cristiana, fu rinchiuso in questo anfiteatro. Il santo si salvò poiché le belve si rifiutarono di attaccarlo.
Tra il 1985 e il 1993 furono effettuati degli scavi, durante i quali furono rinvenuti tre corridoi di accesso al monumento e alcuni elementi delle murature del circuito esterno, ancora rivestite di intonaco.
L'anfiteatro misura sull'asse maggiore 138 m circa e su quello minore 108 m.
Negli ambienti situati ai due lati del corridoio principale erano presenti le carceres per le venationes.